Saturday, 23 April 2016

Our teacher Fabio Pesaresi is leaving today for Iceland.

He will participate in a training course with classroom observations.

Good luck!











Monday, 4 April 2016

Primo bilancio del Programma Erasmus+: molto alta la partecipazione italiana

http://www.orizzontescuola.it/news/primo-bilancio-del-programma-erasmus-molto-alta-partecipazione-italiana



Presentati oggi a Bruxelles i risultati raggiunti dal Erasmus+ nel primo anno del programma.  Dai numeri emerge anche la buona performance dell’Italia, che è fra i Paesi che hanno maggiormente beneficiato dei finanziamenti europei.
Il Direttore dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, Flaminio Galli, dichiara: “Nel 2014 Erasmus+ ha confermato la sua straordinaria importanza e vitalità anche per migliaia di italiani. La voglia di fare esperienza formativa all’estero cresce come il numero dei partecipanti e i risultati sul piano formativo e sociale. Viviamo un momento storico in cui torna la tentazione di alzare frontiere e steccati, mentre la mobilità degli studenti e dei docenti rafforza l’identità comune europea, migliora la preparazione individuale e favorisce l’occupazione”.
Il commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, Tibor Navraciscs, Commissario UE, ha affermato: "Nel corso del primo anno Erasmus+ si è rivelato un autentico successo. Il considerevole numero di partecipanti è la dimostrazione che il programma sta davvero contribuendo a migliorare le prospettive occupazionali dei giovani, aiutandoli ad acquisire nuove competenze ed esperienze e sostenendo l'ammodernamento dei sistemi dell'istruzione, della formazione e della gioventù in Europa. Continueremo a sfruttare questa popolarità per raggiungere sempre più persone, diverse tra loro per interessi, profilo e contesto sociale".
I dati della partecipazione in Europa e in Italia
Le borse di mobilità per studenti, tirocinanti, insegnanti, volontari e altri giovani hanno permesso a quasi 58mila italiani di partire (650mila in Europa), con un impegno finanziario di 92.80 milioni di euro. In questo ambito l’Italia è seconda solo alla Turchia per numero di candidature presentate. Il settore universitario ha beneficiato di oltre 53 milioni di euro, impiegati per sostenere le mobilità di oltre 34 mila studenti, professori e staff, a seguire la formazione professionale (25 milioni), la mobilità per i giovani (quasi 10 milioni), la formazione per il personale della scuola (3.6 milioni) e per il personale impegnato nell’educazione degli adulti. Le prime 5 università italiane per studenti in uscita sono: l’Università di Bologna, Alma Mater Studiorum, l’Università degli studi di Padova, la “Sapienza” di Roma, L’università degli studi di Torino e la Statale di Milano. Le destinazioni più scelte dagli studenti italiani sono Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo. Gli atenei italiani che accolgono più studenti dall’estero sono l’Alma Mater di Bologna, la “Sapienza” di Roma, l’Università degli studi di Firenze, il Politecnico di Milano e l’Università degli studi di Padova. Gli universitari arrivano soprattutto da Spagna, Francia, Germania, Turchia e Polonia. Sul fronte della cooperazione in progetti, ovvero quelle attività di collaborazione in partnership internazionali fra scuole, università, organizzazioni di giovani, enti pubblici e imprese, l’Italia ha realizzato 118 progetti (18mila in totale in Europa) con il coinvolgimento di 791 organizzazioni. Nel complesso, il budget destinato a questo tipo di attività è stato di oltre 30 milioni di euro.  Gran parte dei progetti riguardano l’ambito scuola: sono 350 gli istituti coinvolti in Italia, con 62 scuole coordinatrici di progetto ed un finanziamento che sfiora i 12 milioni di euro. A seguire i progetti dei settori formazione, istruzione superiore, educazione degli adulti e gioventù.
Studio di impatto Erasmus: analisi regionale
Presentati oggi anche i dati dello studio di impatto Erasmus (ambito istruzione superiore). Il rapporto segue e integra quanto già pubblicato dalla Commissione europea nel 2014, con un focus sulle quattro macro regioni europee: nord, sud (di cui fa parte l’Italia), est, ovest. Sono state intervistate oltre 71mila persone fra studenti, ex studenti e staff (accademico e amministrativo) per verificare l’impatto della mobilità Erasmus in termini di occupabilità, competenze e carriera a livello europeo. Dai dati emerge che gli studenti dei Paesi del sud Europa hanno maggiormente beneficiato delle mobilità, riducendo i tempi di disoccupazione. Sul fronte dei tirocini, ad esempio, il 51% degli italiani ha ricevuto un’offerta di lavoro dall’impresa europea in cui veniva svolto il traineeship (media europea 30%).  L’esperienza di mobilità ha avuto un’influenza positiva anche sullo spirito di imprenditorialità: in Italia il 32% degli studenti con esperienza di tirocinio Erasmus è intenzionata ad avviare una start-up e il 9% l’ha già realizzata. I laureati che sono partiti in Erasmus hanno una maggiore mobilità lavorativa: il 93% è disposto a trasferirsi all’estero per lavoro e sono maggiormente disposti a cambiare datore di lavoro rispetto a chi non ha realizzato una mobilità Erasmus. Erasmus influenza anche le relazioni personali, l’87% degli italiani che hanno avuto un’esperienza Erasmus dimostra una maggiore “attitudine europea” (media europea 80%) e il 37% ha un rapporto affettivo stabile con un persona non italiana.

Sunday, 3 April 2016

La piattaforma Erasmus+ per la disseminazione dei progetti e dei risultati

 FRANCESCA CARTA EDUCAZIONE ADULTI FORMAZIONE GIOVANI SCUOLA UNIVERSITÀ
http://www.erasmusplus.it/erasmus-platform-for-dissemination-and-exploitation-of-project/
Dove posso trovare informazioni sui progetti finanziati da Erasmus+?La risposta è semplice. La Commissione Europea ha predisposto una piattaforma on line che offre una panoramica comprensiva di tutti i progetti finanziati da Erasmus+ e di alcuni progetti approvati nel Programma di apprendimento permanente e in Gioventù in azione.
La piattaforma consente di consultare e scaricare liberamente le informazioni relative ai progetti tramite ricerche avanzate per anno, paese, regione, programma, azione, tematica, target group e stato di avanzamento. In questo modo gli stakeholder del settore possono avviare interrogazioni mirate e ricevere informazioni dettagliate su tutti i progetti e sulle buone prassi rispondenti ad uno specifico ambito. I beneficiari dei progetti possono nello stesso modo creare network tematici e settoriali tra proposte similari, incrementando esponenzialmente l’effetto moltiplicatore dei propri progetti. Tutti coloro che sono interessati a vario titolo al Programma, inoltre, possono sia conoscere meglio il programma sia trovare fonte di ispirazione per presentare a loro volta un progetto grazie all’opportunità di consultare buone prassi e casi di successo.
In breve la piattaforma è uno strumento comunitario che supporta la visibilità, l’accessibilità, la disseminazione, il trasferimento e l’utilizzo dei risultati delle iniziative di Erasmus+ e dei precedenti Lifelong Learning Programme e Youth in Action.
Come viene aggiornata la piattaforma?
A seguito della contrattualizzazione dei progetti approvati, la sintesi dei progetti e i dati relativi al beneficiario e ai partner viene automaticamente trasferita dalla piattaforma di gestione dei progetti (EplusLink) alla piattaforma di disseminazione. Riguardo le modalità di aggiornamento da parte dei beneficiari la Commissione ha realizzato dei video informativi al momento disponibili in lingua inglese (Dissemination platform user guidelines: Video 1 e Video 2). L’interfaccia della piattaforma è in inglese, ai beneficiari dei progetti è infatti richiesto di fornire la descrizione del progetti e dei risultati in lingua inglese. E’ tuttavia possibile rendere disponibili i prodotti elaborati dal progetto in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea in cui questi sono stati realizzati.
Le informazioni relative ai progetti italiani di Erasmus+, per le azioni decentrate dei settori Educazione, Formazione, Istruzione Superiore, Gioventù ed Educazione degli Adulti, sono state rese disponibili on line dallo scorso Giugno.
On Dissemination

From Erasmus+ website: https://www.erasmusplus.org.uk/promotion-and-dissemination


Promotion and dissemination

Once you have started your project there are many different ways you can share your project’s news, updates and successes.
Dissemination is a term used by the European Commission in many of its documents and simply means to spread widely. All projects are encouraged to share (or disseminate) the successes of their project. This means that even after your project finishes the successes can still have an impact in the future.

Why should I promote and disseminate my project?

The main aim is to spread the word and embed the project’s results. It can help raise the profile of your organisation, create new opportunities to extend the project and develop partnerships for the future. You will also be asked to detail dissemination activities as part of reporting requirements. So it is a good thing to bear in mind at the start, during and after your project.

So what kinds of things can this include?

The kinds of things you could share include fresh approaches to tackle a problem, products such as e-learning tools and handbooks, best practice case studies, leaflets and much more. TheProgramme Guide has more details about the kinds of physical or tangible outputs such as these and wider experiences you may wish to share.

Resources

We have produced a press pack to help you promote your project outside your organisation. You can download the full Press Pack (552 KB) containing all the documents in the pack.
The pack contains:
Don’t forget that we are collecting examples of Erasmus+ projects in the news in our monthly feature. You can find all the editions in our press room at www.erasmusplus.org.uk/press-room. Has your project been in the news? Then send us an email or contact us on social media and we’ll feature you!

How to use the Erasmus+ logo?

If you have been successful in applying for Erasmus+ funding, you will need to use the European Commission’s Erasmus+ logo and acknowledge that your project is receiving EU support.
The Slideshare below will help guide you on how to use the logo. This presentation was updated on 11/12/15 to reflect information for beneficiaries in the 2016 Call programme guide.
You can also download a pdf version of the logo guide (220 KB).

Why It Is So Important to Visit Other Schools (and how to do it right)


A.J. Juliani is the Education and Technology Innovation Specialist for Upper Perkiomen School District (Pennsylvania, USA). He has posted the foolowing text on: http://ajjuliani.com/visit-schools/

visit
I recently led a team of six Middle School teachers and our Middle School Principal on a school visit. We are just starting a Chromebook pilot with our 6th, 7th, and 8th grade Language Arts teachers, and this visit was to a school district that has a 1:1 Chromebook initiative running from 5th-12th grade.
It was an awesome visit, well worth the two-hour round trip.
Our teachers were engaged in meaningful discussion with each other (filling up a shared Google Doc throughout the visit). Had fantastic questions for the teachers they observed (some of which we planned ahead of time). And most importantly, were able to see firsthand what was kinds of learning activities were “possible” with ubiquitous technology.
The host school did not put on a show. They let us come in and see exactly what a normal day looked like. A few minor tech glitches here or there didn’t stop the students or the teachers (what a great thing to see!), and the entire school was welcoming of our team from the Principal and Tech Director to the teachers and the students.
As we discussed the benefits of coming on the visit during our follow up lunch, one of my teacher’s made the comment that this was their “first time” visiting another school district. A few others shared that it was their first experience doing this as well. Each of them remarked how valuable it had been and how valuable it would be moving forward…which got me thinking:

Why don’t we visit other schools more often?

It seems silly that we wouldn’t visit other schools, but this is an area of education that many teachers never get to experience. Often it boils down to whether or not the culture values these types of trips, and sees value in these types of trips.
For instance, how often do teachers get out of their own classroom in your school and visit/observe other teacher’s classes?
If the answer is “rarely” or “never”…I’d ask, why not?
Leaving the bubble of our own classroom and seeing what others in our own school are doing is the first step to broadening our understanding of instructional practice.
Going on a school visit takes it a step further. Teachers and administrators are able to see what types of learning activities and experiences are valued in other schools. Our teachers were there to see Chromebooks in action…but that was just the tip of the iceberg. How that tool was used was important, but also what it was being used to do curricularly was just as important.

Doing it the right way

I don’t believe there is one “right” way to do a school visit, but I know there are a few specific steps we took to make it a valuable experience.
1. A Specific Purpose
We wanted to see Chromebooks in action. I reached out to this school because they had been using Chromebooks in the classroom for a few years and would be a great resource to learn from for teachers and administrators. This made our visit have purpose, and made it easier to make a case for why this was so important.
2. Touch Base with All Stakeholders Ahead of During Planning
I made sure to reach out to the Principal and Tech Director to get us all on the same page. Then our Middle School Principal and I did a good job of touching based with all of our teachers ahead of time to “save the date” and start thinking about the visit…as well as making sure others at our district office knew why we were going on the visit.
3. Short Planning Meeting Before
Our teachers and principal got together to talk logistics (who was driving, when they were leaving etc) and also come up with a set of questions that they’d like to ask during the visit. This proved to be a great resource during the visit and made things go smoothly.
4. A Detailed Visit Schedule
Their Principal and Tech Director worked with me to put together a succinct schedule of four classroom visits followed by a debriefing time. This kept us moving along and also gave time for questions and discussion at the end of the visit.
5. Notes and Follow-Up Talk
We took shared notes throughout the visit on a Google Doc, and followed up with a discussion of our own over lunch. We’ll continue this discussion a week later in grade level meetings to talk about how we can use this visit to move forward in a few specific areas.
I believe school visits (just like going into your peers’ classrooms) are an important way for us as educators to connect and get out of our bubble. There’s no reason not to do more of these visits…but make sure they have a purpose, and are planned appropriately.
What you’ll get out of it is a valuable learning experience that goes beyond the main purpose, and will be a frame of reference and conversation as you move in new directions!

Saturday, 2 April 2016

Key Action 1: Learning Mobility of Individuals



Key Action 1 supports mobility in the education, training and youth sectors and aims to bring long lasting benefits to the participants and the organisations involved. 
The Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA) manages the selection of projects under:
These two actions are included in the General Call for proposals and described in detail in the Erasmus+ Programme Guide.
Further details about the Online Linguistic Support open to Erasmus+ participants are available here.
The other actions of the KA1 are managed at decentralised level by the National Agencies.
Applications under this action cannot be made by individual students, staff or volunteers. People wishing to participate in an activity will need to contact one of the organisations receiving support from the Erasmus + programme.  For more information about scholarships please visit this page.

https://eacea.ec.europa.eu/erasmus-plus/actions/study-and-volunteering-in-another-country_en_en

Friday, 1 April 2016